Strumenti e ricerca

Posizione in cielo del fenomeno
Una delle caratteristiche ricorrenti delle Luci in Adriatico è la loro apparizione sistematica in quella che sembra essere una aerovia preferenziale, posta in direzione Nord Nord-Est, approssimativamente centrata dai 20 ai 50° azimutali, con escursioni di +/_ 15° .
La loro altezza sull'orizzonte varia dai 5 - 30 gradi. (Ma sono state avvistate anche allo zenit dell'osservatorio, nell'entroterra a circa 10 Km dalla costa).

Il cielo di Nord-Est, visto dal nostro punto di osservazione. Le apparizioni estive avvengono generalmente attorno alla costellazione del Perseo mentre in inverno quella posizione astrale è occupata dalla costellazione dell'Orsa Maggiore e dal Leone Minore

Con una sovrapposizione virtuale delle osservazioni di luci dai due siti più avanzati, Gabicce e Portonovo, (non potendo triangolare strumentalmente uno stesso evento), sulle stelle di riferimento della costellazione del Perseo, nello stesso giorno e alla stessa ora , abbiamo avuto una conferma indiretta di questa peculiarità: dal sito di Gabicce le luci appaiono prevalentemente a destra della costellazione del Perseo mentre dal sito di Portonovo a sinistra, con una differenza angolare di circa 30/40 gradi azimutali. Tutto ciò fa pensare all'esistenza di una direttrice privilegiata, piuttosto stretta, nella quale appaiono le Luci.

Modalità di apparizione
Non potendo ancora disporre di un monitoraggio automatico permanente, le statistiche riguardati gli orari e le modalità di apparizioni sono da riferirsi alle campagne di monitoraggio che abbiamo intrapreso a partire dal 2000. Si riferiscono al periodo invernale centrato nel mese di Gennaio e al periodo estivo centrato nei mesi di Agosto e Settembre. La scelta di concentrare le osservazioni in questi particolari periodi dell'anno è stata obbligata dal verificarsi di picchi di visibilità nettamente superiori a qualunque altro periodo dell'anno, tenendo conto anche delle condizioni meteorologiche peculiari della nostra regione con la nebbia di mare persistente per molte settimane durante l'inverno.
A partire dal 2002 le osservazioni sono state estese anche ad altri periodi dell'anno mai monitorati, rivelando così la presenza del fenomeno in Luglio e in Ottobre, anche se con una frequenza minore.
La distribuzione annuale dei fenomeni luminosi quindi si va delineando lentamente man mano che verrà esteso il monitoraggio, con i due periodi di riferimento principali che rimangono Gennaio e Agosto-Settembre.

Orari
Le modalità di apparizione sono sistematiche e assumono caratteristiche di periodicità che mantengono per settimane. Appaiono generalmente in una fascia oraria compresa fra le 21 e le 23 durante il periodo estivo e dalle 19 alle 22.30-23 nel periodo invernale.
Appaiono con modalità praticamente analoghe: all'apparire della prima nella maggioranza dei casi ne seguono altre con tempi multipli tra loro ogni 5 - 10 - 20 minuti. Accade anche che questa tempistica non venga rispettata e ciò e percepibile sin dalla seconda apparizione: se non è regolare la seconda apparizione non sono regolari neanche le successive.


Le Luci in Adriatico si prestano ad una costante osservazione ma, come nel caso delle luci norvegesi consentono l'acquisizione tradizionale dei dati fisici più elementari con strumenti tradizionali se non con grandi difficoltà applicative.
Questo lavoro assolutamente preliminare di semplice acquisizione documentale del fenomeno, durato due anni con sessioni osservative consecutive di oltre 60 giorni, che ha permesso la classificazione altrettanto preliminare della fenomenologia osservata, ha alimentato il sospetto che il fenomeno luminoso in Adriatico possa avere un comportamento elettromagnetico analogo ai fenomeni luminosi che avvengono con ricorrenza a Hessdalen, in Norvegia.
Questa considerazione, peraltro condivisa con gli stessi ricercatori EMBLA, suggerisce di esplorare il fenomeno con la stessa metodologia e di conseguenza con gli stessi strumenti ideati ed usati in terra norvegese.

I settori di ricerca sono fondamentalmente due, ottico e radio /radar.
Il campo ottico prevede l'utilizzo di una strumentazione di base costituita da una videocamera digitale dotata di intensificatore di immagine infrarosso, una fotocamera reflex con ottiche fisse montata su treppiede, binocoli.


Un ulteriore passo avanti nell'acquisizione dati verrà compiuto dopo gli esiti della progettazione in corso, presso il nostro osservatorio, di un sistema che prevede l'utilizzo di una camera CCD accoppiata con un filtro a reticolo di dispersione per l'acquisizione di immagini spettrometriche a bassa risoluzione, montato su un treppiede mobile a puntamento manuale tramite cercatore 8x dotato di reticolo di puntamento illuminato. Anche l'acquisizione CCD, in immagine diretta, ci consentirà di correlare la morfologia spettrale con quella delle immagini.

Il campo radio/radar con esplorazioni allargate nelle finestre radio ELF, VLF e UHF per mezzo di ricevitori multicanale e un radar UHF a bassa potenza che opera nella banda 420-450 Mhz, sistemi questi sviluppati e sperimentati dai ricercatori CNR del Dip, di Radioastronomia di Medicina (BO) con la collaborazione del CNR-IRA e CNR-ISAC e dagli ingegneri dell'Ostfold College di Sarpsborg in Norvegia, costituiscono la parte più complessa della ricerca anche per le difficoltà oggettive di reperimento della strumentazione.

Queste misure radio e radar nonostante abbiano senso solo se correlate direttamente alla controparte ottica, potrebbero consentirci di verificare la presenza, qualora ci trovassimo di fronte ad una fenomenologia sondabile a certe frequenze, di emissioni radio con peculiarità, periodicità e altre caratteristiche fisiche, tali da poter essere correlate a ciò che è stato osservato in Norvegia durante le missioni EMBLA,.
Per noi sarà importante quindi sviluppare un valido sistema di acquisizione ottico da poter affiancare alla telemetria radio in un secondo tempo.


 


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